{"id":2682,"date":"2018-05-08T17:48:25","date_gmt":"2018-05-08T17:48:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.signisrome.net\/?p=2682"},"modified":"2022-05-21T17:19:59","modified_gmt":"2022-05-21T17:19:59","slug":"ermanno-olmi-1931-2018-un-regista-che-considerava-il-cinema-uno-specchio-dellumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.signisrome.net\/fr_FR\/2018\/05\/08\/ermanno-olmi-1931-2018-un-regista-che-considerava-il-cinema-uno-specchio-dellumanita\/","title":{"rendered":"Ermanno Olmi (1931-2018), un regista che considerava il cinema uno specchio dell\u2019umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Bruxelles, 8 maggio 2018 (SIGNIS\/GC). Ermanno Olmi era un uomo sempre alla ricerca, che ha saputo coniugare la propria fede con gli interrogativi dell\u2019uomo contemporaneo, senza mai essere dogmatico. Si \u00e8 spento all\u2019et\u00e0 di 86 anni. <\/strong>(Foto:\u00a0Getty Images)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Nel corso della sua carriera \u00e8 stato premiato pi\u00f9 volte da OCIC\/SIGNIS e dalla Giuria Ecumenica:<\/p>\n<ul>\n<li>1961 al Festival di Venezia:<em> Il Posto<\/em><\/li>\n<li>1963\u00a0al Festival di Cannes: <em>I Fidanzati<\/em><\/li>\n<li>1978 al Festival di Cannes: <em>L\u2019Albero degli zoccoli<\/em><\/li>\n<li>1988 al Festival di Venezia: <em>La leggenda del Santo Bevitore<\/em><\/li>\n<li>2017 al Festival di Milano: <em>Vedete sono uno di voi<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Nell\u2019ottobre 2017, la giuria del SIGNIS ha attribuito <strong>il premio al documentario <em>Vedete sono uno di voi,<\/em> sulla vita del Cardinale di Milano Maria Martini<\/strong> (1927-2012). Un film su un religioso, ma non un film <em>religioso<\/em>, piuttosto un film onesto che fa capire la vita di questo sacerdote italiano che ha vissuto per la gran parte del XX secolo e che ha lasciato un\u2019impronta nella cultura italiana. Il ritratto di un uomo sincero che diventa cardinale, fatto fa un regista autentico. In questo bio-documentario, si scoprono aspetti della vita spirituale del regista. Possiamo considerarlo come una sorta di testamento di Ermanno Olmi, con un ultimo sguardo sul mondo che lui ha conosciuto e nel quale ha lavorato.<\/p>\n<p>Il regista si identifica anche con la religiosit\u00e0 moderna espressa attraverso il vecchio cardinale morente, e al quale d\u00e0 la parola per l\u2019ultima volta. Una religiosit\u00e0 che \u00e8 umana, che d\u00e0 voce ai senza voce, che \u00e8 attenta ai pi\u00f9 deboli e svantaggiati, che non esita ad avere un atteggiamento critico verso il potere.<\/p>\n<p>Nel 1961 Ermanno Olmi, appena trentenne, riceve il <strong>premio OCIC al Festival di Venezia per il suo film <em>Il Posto<\/em><\/strong>. Era il suo secondo lungometraggio, che documentava in modo preciso la cultura burocratica in una grande azienda italiana. E cos\u00ec, lo si \u00e8 <strong>considerato rappresentante della nouvelle vague neorealista<\/strong>. Un film sociale, che denunciava gli aspetti di un lavoro disumano. La Giuria di OCIC spiegava come si trattasse di un\u2019opera che, contrastando con una rappresentazione troppo spesso forzata e pessimistica della vita, testimoniava in modo acuto la condizione umana, con una sensibilit\u00e0 discreta, fresca, piena di humour e poesia.<\/p>\n<p><strong>Due anni dopo, a Cannes, la Giuria di OCIC premia il suo film<\/strong> <strong><em>I Fidanzati<\/em><\/strong>. Di nuovo un film sul mondo del lavoro, ma questa volta relativo alla storia di un operaio in una grande fabbrica che decide di partire per la Sicilia per un altro lavoro pi\u00f9 gratificante. Deve lasciare la sua fidanzata, ma da una parte gli conviene, nel dubbio di amarla ancora. La distanza e la solitudine cambiano molte cose, e attraverso delle lettere, lui riscopre l\u2019amore. Come per <em>Il Posto<\/em>, la Giuria \u00e8 stata toccata dal modo in cui il regista ha messo in immagini le difficili condizioni di lavoro della vita moderna. \u00c8 riuscito al tempo stesso a mostrare con brio come i sentimenti possano crescere, al di l\u00e0 delle distanze e del tempo che passa.<\/p>\n<p>Con <em>L\u2019Albero degli zoccoli<\/em>, nel 1978, Olmi viene consacrato come regista di grande portata, restando nell\u2019eredit\u00e0 neorealista. Racconta la vita quotidiana e i riti comunitari delle famiglie che vivono dentro una tenuta lombarda alla fine del 19\u00b0 secolo. Di nuovo, si interessa al lavoro, ma questa volta \u00e8 quello dei contadini impiegati presso un grande proprietario terriero.<\/p>\n<p>\u00c8 un film vicino alla vita che l\u2019autore stesso ha conosciuto nella sua giovinezza. In questo film si ritrovano il tema dell\u2019ingiustizia sociale e della miseria, ma senza appellarsi a una rivoluzione. Olmi mostra piuttosto la nostalgia, l\u2019importanza dei valori famigliari e della solidariet\u00e0, che sono dei barlumi di speranza. \u00a0Per alcuni, questo film ha fatto pensare ad uno spiritualismo cristianizzante. Per <strong>la Giuria ecumenica a Cannes<\/strong> questo film era un affresco autentico di una comunit\u00e0 rurale che \u00aballe prese con la dura realt\u00e0 economica e sociale dell\u2019epoca, conserva nella vita quotidiana il senso dei valori umani e spirituali\u00bb. <strong>Il film \u00e8 stato anche insignito della Palma d\u2019Oro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel 1988, la giuria di OCIC ha conferito il proprio premio al Festival di Venezia a <em>La Leggenda del Santo bevitore, <\/em><\/strong>un film completamente diverso dagli altri. Un film che non \u00e8 ambientato in Italia, ma in Francia, a Parigi. La strana storia di uno sfortunato che vive sotto i ponti della Senna e che riceve una somma di denaro a condizione di restituirla, la domenica dopo la messa, nella chiesa di Santa Teresina di Lisieux. La Giuria OCIC nella motivazione del premio parla di rinascita miracolosa di un uomo che si credeva perduto, una storia convincente che presenta una \u00abesperienza dolorosa di vita nella quale la fragilit\u00e0 umana viene soccorsa dall\u2019azione redentrice della grazia\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bruxelles, 8 maggio 2018 (SIGNIS\/GC). 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